Polvere e poesia

Ho ricercato con la pellicola bianco-nero quelli che chiamavo “i motivi della mia felicità”, con le mani bagnate alla ricerca di quella magica avventura che era l’immagine, con il rischio di rovinare l’emulsione; e poco importa, puntualmente, si rovinava e al punto giusto: i contorni dell’immagine erano invasi da quello che sarebbe diventato in stampa, bianco accecante.
Alla fine ottenevo un risultato simile all’incisione, segni rappresi ,volti sgranati ,storie quotidiane che diventano metastorie con il fiato sospeso: è l’Italia neorealista quella che vedo, o la metafisica del tempo sospeso, pagina di un diario scritto sulla pellicola e tradotto attraverso la poesia dello sguardo.
Vedo solo polvere e poesia.