Toglietevi le scarpe, entra in scena la morte

Fotografie di Angela Maria Antuono Pasquale Palmieri, Nicoletta Prandi.

Che cosa resta dei defunti? Dopo l’iniziale dinamismo del pianto e del cordoglio pare che il loro rapporto con i vivi si spezzi, per lasciar posto ad un dolore anestetizzato.
La morte, invece, secondo gli autori della mostra, si taccheggia, si insegue, si tocca, si guarda, ci si cammina sopra, perché, alla fine, è la vita stessa ad esserne fondale.
Questo ci raccontano i grandi volti di pietra di Pasquale Palmieri, le cataste di teschi di Nicoletta Prandi, la poesia che trabocca dalle storie di Angela Maria Antuono, dove fantasma è già chi
porta fiori.
Un allestimento insolito, per un’esposizione fotografica che pone domande pesanti e di sensibilità inquieta. Le immagini –grandi o piccole che siano- diventano veri e propri interrogativi sensoriali, simili a pianti rituali. Perciò l’invito ai visitatori di togliere le scarpe in un percorso non è solo di rispetto, ma di reale coinvolgimento emotivo.
Nell’anonimato di tanti lutti collettivi, si va alla ricerca di quel “riconoscimento della morte” che, talvolta, la coscienza moderna rifiuta di idealizzare e trascendere. Il sentimento doloroso
relegato dal controllo sociale dentro ambigui recinti, potrà invece serpeggiare libero tra le immagini. Oppure no. Ombre e fantasmi ci accompagnano tenendoci per mano, e non chiedono nulla.

Gaeta, Museo Diocesano
aprile 2013